PALEOREVIVER - fai rivivere quel mondo

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venerdì, 21 marzo 2008

I dinosauri di Andrea Cau

ANDREA CAU

Autobiografia artistica

" Non credo di poter vantare una carriera artistica tale da poter stendere una "biografia artistica". Ad ogni modo, questo è quello che posso dire di me. Disegno da quando ho imparato a tenere in mano una matita. E disegno animali estinti da quando ho imparato a disegnare. Fin dalle elementari ho creato strisce a fumetti, raggiungendo l'apice della mia "creatività" tra la fine del liceo e i primi anni di università. Nessuna delle mie strisce è mai stata pubblicata, sia perché non le ritengo così pregevoli, sia perché erano a tema autobiografico-demenziale, quindi poco "commerciali". Tra tutte le mie produzioni fumettistiche e vignettistiche, la mia preferita è sicuramente la parodia della trilogia di "Jurassic Park", nella quale, ovviamente, il ruolo di Alan Grant era affidato al mio alter ego a fumetti. (Forse un giorno le esporrò a puntate sul mio blog...). In parallelo con il fumetto, ed in appendice alla mia formazione scientifica, c'è l'illustrazione naturalistica (che mi è stata utilissima nella parodia citata sopra per creare le caricature dei dinosauri). Essendo incapace di produrre le straordinarie ricostruzioni ambientali di Burian, Henderson o Gurche, mi sono sempre trovato più in sintonia con lo stile di Gregory Paul, che considero il mio modello per l'aspetto anatomico. In particolare, il suo modo di infondere "l'anima da uccello" a buona parte dei dinosauromorfi, ma senza farli sembrare delle "caricature preistoriche" di uccelli, mi ha sempre colpito e suggestionato. Negli anni ho prodotto molte tavole, più per piacere personale che per pubblicarle. Solo l'anno scorso ho contribuito ad un progetto divulgativo della Geomodel di Venezia producendo una ventina di tavole su alcuni animali mesozoici. Tuttavia, il mio maggior proposito "artistico" rimane quello di produrre un libro divulgativo sui teropodi nello stile di "Predatory Dinosaurs of the World" di Gregory Paul, nel quale sia il testo che le illustrazioni siano opera mia. Spero un giorno di riuscire a realizzarlo." (A. Cau)

Bagaraatan VS Deinocheirus   

Therizinosaurus   

Velocisaurus

Gorgosaurus

Saltasaurus

Acrocanthosaurus

Incisivosaurus

Maniraptori cinesi

Repenomamus

Microraptor

Inoltre, trovate su Jurassic Italy Blog l'intervista ad Andrea Cau:

clikka qui - INTERVISTA

postato da: Italosaurus alle ore 20:49 | link | commenti
categorie: artisti
giovedì, 20 marzo 2008

NUOVE GALLERY IN ARRIVO!

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NUOVE GALLERY IN ARRIVO!!_______________________  

 

postato da: Italosaurus alle ore 22:40 | link | commenti
categorie: sito
mercoledì, 20 febbraio 2008

postato da: Italosaurus alle ore 22:06 | link | commenti
categorie:
domenica, 18 novembre 2007

Comunicazione Paleoreviver

Presto su Paleoreviver saranno pubblicate nuove gallery di nuovi artisti, continuate a pazientare!

postato da: Italosaurus alle ore 20:34 | link | commenti
categorie: sito
giovedì, 06 settembre 2007

Grazie a tutti i visitatori per le numerose visite, ora a quota 1000!

a presto, con nuove gallery..

postato da: Italosaurus alle ore 08:52 | link | commenti
categorie: sito
giovedì, 23 agosto 2007

ANDREA LEANZA

Ed ecco un altro giovane artista di talento: Andrea Leanza, paleoscultore italiano. I suoi modelli sono incredibilmente realistici, tanto da sembrare veri. La prima volta che ho visto(in foto)una sua scultura sono rimasto incredibilmente colpito(cosa abbastanza rara ormai^-^). Si possono notare dettagli nel dettaglio...Dalle pieghe della squamosa pelle fino alle diverse tonalità degli occhi, tutto è estramemente ben curato. E dietro tutta questa bravura si nasconde "solo" un ragazzo 26enne, all'inizio della sua carriera artistica. Attualmente Andrea lavora per la Geomodel, che lo scorso anno gli commissionò la realizzazione di ben 9 teste di dinosauro, di cui alcune mai realizzate prima. Ad aiutarlo nella dura impresa vi è il paleontologo Simone Maganuco, adibito a curare l'aspetto scientifico dei modelli. Dopo essermi accordato con Andrea abbiamo deciso di aprire una sua gallery ufficiale, qui a Paleoreviver. Ora sarà possibile ammirare in foto diversi dei suoi lavori(scultorei e non solo). Sotto -  immagini dallo studio di Andrea, in varie fasi di realizzazione del modello di Parasaurolophus.

Nelle foto sono visibili varie fasi della lavorazione. Importante la forma e l'anatomia del modello, i dettagli, la credibilità..ma anche la colorazione. E per questo Andrea e lo studioso Maganuco si sono ispirati al moderno Orice per l'adrosauro Parasaurolophus:

 http://img220.imageshack.us/my.php?image=aaaparanm3.jpg

http://img300.imageshack.us/my.php?image=parasauroinprogress118qu7.jpg

Prima di realizzare la scultura bisogna informarsi(in maniera scrupolosa)sull'animale, partendo da quel poco che ci resta: i fossili. A completare l'opera è invece la fantasia..

Europasaurus

Fase realizzazione 

Dettagli 1 

Dettagli 2

Dettagli 3

Stegosaurus

Fase realizzazione

Dettagli 1 

Dettagli 2 

Dettagli 3

Parasaurolophus

Studio anatomico

Fase realizzazione

Dettagli 1 

Dettagli 2 

Dracorex

Lavoro in corso 

Dettagli

Dilophosaurus

Lavoro in corso

Altri dettagli

Spinosaurus

Fase realizzazione

Fase realizzazione 2

Studio anatomico

continua..

 

collegamenti..

Visita il sito:

http://www.myspace.com:80/andreartista

http://andrealeanzascultore.spaces.live.com/

Geomodel:
http://geomodel.it/geomodel/index.htm

postato da: Italosaurus alle ore 22:11 | link | commenti (1)
categorie: artisti
venerdì, 03 agosto 2007

E così alla fine ho deciso di aprirlo: l'angolo dei paleoracconti. Sì, perchè anche con le storie di fantasia(fantasia?) può essere fatto rivivere il passato, a volte con maggiore realismo dei lavori artistici stessi. Racconti che, malgrado inventati, riescono a far immergere il lettore in quel mondo..come lo stesse vivendo. Per consentire ciò, chi scrive(oltre ad una gradevole tecnica di scrittura) deve essere ben informato sul tema, creare una visione realistica del lontano passato, seguire le attuali conoscenze scientifiche. In caso contrario rischierà di rendersi poco credibile. L'idea è in realtà nata sul forum di Jurassic Park Italia, a cui devo molto. Quello che vedete sotto è proprio il racconto di uno dei suoi utenti, Luca Basso..o meglio conosciuto: Utahraptor. Un racconto di vita..Un racconto dal Cretaceo! Buona lettura!

"Nessun segno di vita nel paesaggio, se non le piccole felci laciniate che ondeggiano pigramente al vento, i grandi alberi a poche centinaia di metri, le canne nelle pozze d’acqua.
Nessun insetto, nessun uccello che volteggi nella calura del sole di mezzogiorno.
Il rumore di un fiume, attutito, asseconda la pace della pianura immota.
Il delta del Wealden si estende per chilometri e chilometri, una distesa apparentemente ininterrotta di prati, macchie ed acquitrini, creata nel corso di milioni di anni dai detriti erosi da decine di fiumi.
L’Inghilterra  si congiunge con la Francia ed ha un clima tutto diverso, caldo e spesso afoso.
Qualcosa luccica per un attimo attraverso un cespuglio dalle foglie rigide e dritte.
Un occhio.
Un occhio scuro, fisso, immobile.
Per più di mezz’ora rimane fermo, la palpebra si abbassa raramente, la pupilla rimane fissa.
Una nuvola plumbea scherma i raggi solari ed un lieve venticello spira in direzione del cespuglio.
Le foglie fremono e il possessore dell’occhio si alza di nuovo in posizione eretta, per dare una cauta occhiata al paesaggio e un’attenta annusata all’aria.
E’ una femmina adulta di Hypsilophodon foxii.
La sua livrea verde con un patchwork di macchie marroni e grigie l’avevano ben mimetizzata con il suo rifugio vegetale.
Dopo aver constatato che il pericolo è passato, si allontana lentamente dal cespuglio, strappando di tanto in tanto qualche foglia delle felci che, tutt’intorno a lei, formano un vasto prato intervallato da alberi e pozze d’acqua, alimentate da falde sotterranee.
Il piccolo dinosauro, quasi un’ora prima, mentre stava rosicchiando alcuni equiseti striminziti, aveva avvertito il pungente odore di morte, l’odore marcescente delle fauci di un carnivoro:uno stimolo aveva immediatamente azionato i suoi centri nervosi e aveva fatto in modo che il piccolo erbivoro trovasse il rifugio più vicino.
A causa della reazione repentina non aveva avuto modo di capire da che parte venisse il pericolo, ma aveva avuto tempo a sufficienza per capire che era abbastanza lontano da consentirgli di nascondersi.
Decide così di riprendere la sua strada, alla ricerca del suo nucleo familiare, da cui si era separata due giorni prima, dopo una tempesta particolarmente violenta.
Ma di nuovo i suoi sensi colgono il sentore di pericolo, i muscoli si tendono di scatto, le narici fremono, le sue paure si concretizzarono in qualcosa che si muoveva alla sua destra.
A circa duecento metri, infatti, ad est, c’è un ammasso di macigni alto quasi venti metri e lungo almeno ottanta, circondato da una rada macchia di cipressi, la propaggine di un boschetto che continua verso nord, per mezzo chilometro.
Tra i tronchi, ha intravisto una forma scomparire dietro il masso.
Una rapida annusata gli conferma l’identità di quella forma indistinta.
Un Megalosaurus bucklandi ancora giovane, lungo poco più di tre metri, che probabilmente intende aggirare i blocchi di roccia per poi coglierla alle spalle.
Si tratta di un Teropode dalla muscolatura massiccia, con un cranio piuttosto tozzo e sormontato da un paio di piccole creste ossee, sopra gli occhi.
Le zampe anteriori sono piuttosto sviluppate e muscolose, munite di tre grossi artigli acuminati, mentre quelle posteriori, anch’esse fornite di possenti muscoli, hanno le falangi ricoperte da lamelle cornee di colore acceso.
Anche le mascelle, fornite di alcune decine di denti finemente seghettati, sono azionate da potenti fasci muscolari e possono essere slogate, come quelle di un serpente, per permettere all’animale di tranciare grosse porzioni di carne dal corpo della preda.
Il genere Megalosaurus, in questo periodo, fa parte di una famiglia comprendente Ceratosauridi e Abelisauridi, ha, cioè, antenati in comune con il gruppo degli Allosauridi.
Tuttavia, a differenza di questi ultimi, il gruppo a cui appartiene Megalosaurus aveva mantenuto alcune caratteristiche più primitive, anche nell’aspetto generale.
Nonostante questo, però, gli Abelisauridi sono molto numerosi in Africa, in Sud America e, appunto, in Europa, mentre i Ceratosauridi sono pressoché scomparsi.
Megalosaurus, comunque, sembra proprio essere il genere più diffuso di questi Carnosauri primitivi nell’emisfero settentrionale.
Nel frattempo, il vento cambia placidamente direzione.
Un vaghissimo sentore di decomposizione si lascia percepire appena nell’aria.
Ma la femmina di Hypsilophodon ha abbastanza esperienza per evitare l’attacco: di buona lena si dirige verso un macchione di cespugli molto alti, in direzione opposta all’altura, per far perdere le sue tracce una volta giunta proprio nel mezzo.
Sarebbe bastato saltellare un po’ confusamente attorno ad un punto ben preciso, per poi fare un lungo balzo e correre via, “annodando” le piste.
E’ uno stratagemma comune a molti piccoli erbivori: generalmente i predatori rimangono confusi da tracce così disordinate e abbandonano il campo, anche se alcuni sono così ostinati da continuare a fiutare il terreno finchè non scoprono la direzione di fuga delle prede.
Il dinosauro, ormai giunto tra i primi arbusti, si accorge che il Teropode ha cambiato tattica, eliminando l’aggiramento del masso e seguendo lo stesso percorso della sua preda.
La cosa, comunque, non cambia il piano dell’erbivoro.
Il Megalosaurus si ferma a metà del percorso, dopo un lento avvicinamento attraverso il prato di felci, e poi lancia un forte urlo gutturale.
L’Hypsilophodon si volta, colta di sorpresa.
Nello stesso momento sente gli arbusti schiantarsi, mentre un secondo giovane predatore irrompe tra le foglie, in un baluginare confuso di rami, di scaglie marroni e di zanne acuminate, le zampe tridattile che mordono il terreno.
L’erbivoro scatta immediatamente, scansando lo scatto delle mascelle di pochi centimetri.
L’altro Megalosaurus ringhia sordamente e si lancia a sua volta all’inseguimento.
A questo punto la femmina di Hypsilophodon decide di accelerare, sfrecciando sul prato di felci in direzione sud, mantenendosi in spazi aperti per non rischiare altri agguati: nel corso della sua vita, infatti, ha imparato le varie tecniche di caccia dei carnivori della zona e sa che i Megalosaurus, quando sono adulti, cacciano, da soli o in gruppi, prede di taglia medio-grande, mentre i giovani aggrediscono piccoli dinosauri, preferibilmente in gruppo.
Il primo Megalosaurus da lei avvistato aveva inizialmente il compito di distrarla, spingendola così nel folto, proprio tra le grinfie dell’altro Teropode.
Ora si tratta di correre finché gli inseguitori non demordono.
Compito non facile.
Infatti, mentre gli Hypsilophodon, grazie ai possenti muscoli delle zampe posteriori, possono raggiungere velocità elevate e mantenerle per distanze non troppo lunghe, i Megalosaurus sono veri e propri maratoneti, capaci di una corsa possente e continua, su lunghe distanze, specialmente i giovani, più longilinei degli adulti.
Continua così a correre nel prato di felci, con i carnivori alle spalle.
I Megalosaurus stanno guadagnando terreno, grazie alle loro ampie falcate.
Senza accorgersene, la piccola femmina di dinosauro sta correndo verso il fiume, a circa mezzo chilometro.
E’ troppo preoccupata, infatti, di individuare ed evitare le pozze d’acqua che trova sulla sua strada, dato che sono la  dimora preferita di certi coccodrilli, lunghi meno di due metri, sempre pronti a ghermire piccole prede: una volta, durante una fuga, aveva visto ben quattro componenti del suo branco cadere in alcune pozze, rompendosi le zampe, per poi essere affogati e divorati dai rettili corazzati.
In quel periodo dell’anno, infatti, migravano dal fiume alle pozze, per potersi creare un piccolo territorio e riprodursi, le pozze sono le loro nursery, presso le quali i loro piccoli vengono alla luce e in cui vivono i primi mesi della loro vita.
Fortunatamente, sono quasi sempre circondate da canne e altre piante palustri, e ciò le rende abbastanza visibili nel mare di piccole felci.
L’inseguimento dura ormai da circa  trenta secondi, quando la femmina inciampa su un sasso e cade.
Si rialza fulmineamente, il cuore che sembra voler esplodere, e si rimette in corsa.
Dopo il primo passo un dolore lancinante al piede sinistro le svela che si è slogata una caviglia, e ciò la costringe a correre zoppicando, rallentando sensibilmente la sua velocità.
I Megalosaurus si accorgono di tutto ciò e guadagnano terreno, sono ormai a meno di trenta metri da lei, quando decide di provare il tutto per tutto.
Vede un gruppo di equiseti alti circa cinque metri, sulle sponde di un laghetto, a breve distanza.
La sua idea è di girare in tondo, aggirando il canneto, e di trovare una pianta abbastanza folta per nascondersi.
Evento improbabile, ma non le resta altro da fare:
continuare a correre con quella caviglia significherebbe distruggersi l’articolazione e morire nel giro di pochi minuti.
Nonostante il dolore raggiunge gli equiseti in pochi secondi, ma una fitta la fa nuovamente cadere a terra mentre curva per aggirare un tronco marcio.
I due carnivori, resi ancora più affamati e determinati dal breve inseguimento, allungano di nuovo il passo, con le bocche ansanti e semiaperte che lasciano intravedere le numerose zanne.
L’Hypsilophodon cerca di rialzarsi con un movimento spasmodico, presa dal panico più ceco, ma crolla una terza volta.
I Megalosauri, sicuri di avere un pasto pronto davanti a loro, si fermano e, lentamente, riprendono la marcia verso l’erbivoro, come se pregustassero in anticipo la sua carne.
I tre dinosauri, senza preavviso, vengono investiti da un odore di pesce e decomposizione.
Pezzi di pianta si spargono nell’aria.
Una cosa enorme ha squarciato gli equiseti alla loro destra.
Un urlo rombante perfora l’aria calda del primo pomeriggio.
La gigantesca sagoma ha sollevato violentemente uno dei Megalosaurus, per poi lasciarlo a terra, esanime.
L’Hypsilophodon e il Megalosaurus sopravvissuto restano impietriti.
La nuova creatura è un dinosauro lungo più di dieci metri, con un lungo muso da coccodrillo e due lunghe zampe artigliate, ricoperto da striature brune e grigie, che lo rendevano pressoché invisibile nel canneto.
Il giovane Megalosaurus morto ha la pancia squarciata dai lunghi artiglia a falcetto.
Il Baryonix vi si appoggia sopra, quasi a reclamarlo come suo.
Inarcato il collo, emette un ruggito vibrante e acuto in direzione del Megalosaurus.
L’altro Teropode corre via senza nemmeno guardarsi indietro, nella direzione da cui è venuto.
Probabilmente il Baryonix stava cercando di pescare qualche coccodrillo, tendendo un agguato sulle rive della pozza, ma l’arrivo di quei dinosauri doveva essergli sembrata un’occasione migliore: aveva lasciato passare l’Hypsilophodon senza battere ciglio…troppo piccolo per poter essere un pasto soddisfacente.
Molto meglio uno di quei piccoli Teropodi inesperti…
Il grande pescatore getta un’occhiata distratta al piccolo erbivoro, ancora steso sulle felci a pochi metri da lui.
Poi, con uno sbuffo, afferra tra le zampe anteriori il corpo del Megalosaurus e si ritira nel folto degli equiseti per divorarlo con comodo.
La piccola Hypsilophodon lo sente ancora per qualche minuto, mentre si allontana sguazzando le zampe nel fango."(di Luca Basso)
Scheda Hypsilophodon(DINOTEMPLE)- non ancora disponibile
Scheda Megalosaurus(DINOTEMPLE)- non ancora disponibile
postato da: Italosaurus alle ore 13:52 | link | commenti
categorie: paleoracconti
martedì, 26 giugno 2007

ANDREA MORANDINI

Andrea Morandini, aspirante artista...giovanissimo,ma di grande talento. Malgrado sia ancora uno studente liceale, le sue doti artistiche sono evidenti, e credo gli  si prospetterà un futuro brillante! Attualmente è  l'illustratore ufficiale di Jurassic Italia Blog ed il suo non è certo un compito facile. Sono pochissimi gli illustratori ad occuparsi di dinosauri italiani, ma Andrea, malgrado ciò, ha accettato volentieri la sfida. Una sfida ardua...perchè delle specie italiane, mancano spesso le fonti, manca il materiale, a volte persino i reperti(come nel caso dei siti a orme fossili, in cui si può solo ipotizzare il reale aspetto dell'animale) Un esempio? Eccolo qua!  L'ultimo lavoro riguarda infatti il Bobosaurus(vedi sotto), una specie nuova per la scienza...e per la paleoart. Un animale enigmatico, di cui non vi sono altre ricostruzioni. Noi, a Jurassic Italia Blog, saremo i primi a pubblicare una ricostruzione(abbastanza realistica)di questo magnifico rettile marino(ne vedrete una  anche nel  prossimo  libro del paleontologo Dalla Vecchia, che ci ha gentilmente dato  parere sul lavoro di Andrea. Risultato: positivo) Non solo il Bobosauro appartiene ad una specie nuova, ma possiede persino una  combinazione di caratteri mai riscontrati nei suoi simili. E questo non fa che complicare la già ardua impresa di ricostruirlo. Ed invece eccolo qua, ricostruito da Morandini in una posa molto viva e naturale, quasi fosse una grossa foca del Triassico:

LINK bobosauro, anteprima Jurassic Italy

Su internet non sono presenti altre sue gallery,oltre a questa. I lavori che vedete, sono tutti recenti, degli ultimi due anni. Ho seguito i suoi progressi in questo arco di tempo, da quando l'ho conosciuto sul forum di Jpitalia, e devo ammettere che vi sono stati notevoli miglioramenti. Ma lascio giudicare voi...Ecco la gallery:

Triceratops horridus/ 14/06/06  

http://kronosaurus.altervista.org/_altervista_ht/morasauro.jpg

Deinonychus & Tenontosaurus/ 24/10/06

http://img331.imageshack.us/img331/5343/attaccovelociie4.jpg

Quetzalcoatlus/ 28/08/06

http://img181.imageshack.us/img181/7191/immagine142ha6lc1.jpg

T-rex/ 18/12/06

http://img82.imageshack.us/img82/7217/rexmw9.jpg 

Repenomamus & Psittacosaurus/  8/01/07    http://img101.imageshack.us/img101/1674/repenomamusid4.jpg

Carcharodontosaurus/ 2/06/07

http://img511.imageshack.us/img511/4435/carcharo2fd8.jpg

Amargasaurus/ 31/05/07

http://img511.imageshack.us/img511/3364/amargavb3.jpg

Dinosauri Lazio/ 17/06/07

http://img260.imageshack.us/img260/420/63419839ep0.jpg

Tylosaurus/  23/07/07

http://img20.imageshack.us/img20/1297/tylosaurus2eb8.jpg

Ankylosaurus magniventris/  31/12/07

http://img522.imageshack.us/img522/8541/ankyea2nc8.jpg

 Carcharodontosaurus study/   17/02/08 

http://img511.imageshack.us/img511/4435/carcharo2fd8.jpg  

 

continua...

postato da: Italosaurus alle ore 23:04 | link | commenti (4)
categorie: artisti

MATTEO BACCHIN

Matteo Bacchin,un giovane paleoartista italiano di grande talento. Sta lavorando,in collaborazione con il paleontologo Marco Signore,per la realizzazione di un insieme di volumi dedicati al mondo dei dinosauri(verranno pubblicati nei prossimi anni). Oltre al grande  stile artistico e alla bravura nell'uso di progammi come Photoshop,possiede anche notevoli conoscenze di anatomia(dinosauriana),rendendo le sue ricostruzioni "quasi perfette"..Lo avevamo già intervistato per Jurassic Italy Blog. Qui possiamo ammirare alcuni dei suoi lavori degli ultimi anni.

Possedendo già di suo una ricca gallery,non facciamo che collegarci al suo sito..Ecco le gallery:

GALLERY 1 - http://kronosaurus.altervista.org/dinogallery1.htm

GALLERY 2 - http://kronosaurus.altervista.org/dinogallery2.htm

GALLERY 3 - http://kronosaurus.altervista.org/dinogallery3.htm

Alcuni lavori inediti(per i volumi che saranno pubblicati):

dal PRIMO VOLUME

http://kronosaurus.altervista.org/_altervista_ht/tav03.jpg

http://kronosaurus.altervista.org/_altervista_ht/tav07.jpg

http://kronosaurus.altervista.org/_altervista_ht/tav14.jpg

dal SECONDO VOLUME

http://img89.imageshack.us/img89/1627/tramonto2vd1.jpg

http://kronosaurus.altervista.org/_altervista_ht/tav03_2.jpg

Il testo seguente è un annuncio dell'autore,circa il progetto,su Jurassic park italia forum:

Beh, visto che oramai (come dice il mio editore), il mio nome ed il progetto sono "in giro per il mondo"... tanto vale sollevare il sipario.
Ho il terrore che qualcuno di voi possa restare deluso scoprendo di cosa si tratta... ma del resto ho la consapevolezza che piacere a tutti non è possibile, quindi spero che almeno alcuni di voi "dinomaniaci" potranno apprezzare questa mia idea, questo mio sogno, la mia volontà di realizzarlo e soprattutto lo sforzo e la passione (a volte anche troppa...) che ci sto mettendo.

La premessa è che io, per quasi tutto quello che produco, tengo fede ad un principio base: realizzare quello che vorrei leggere e che non esiste.
Quindi, tenendo conto di questo, nel 2004 mi sono messo a pensare a come poteva essere il mio libro sui dinosauri ideale.
Ero stanco di vedere sempre le stesse cose, e così ho provato a mettere insieme qualcosa che non si fosse mai visto.
Volevo coniugare la mia passione per i fumetti (che sono un modo di raccontare le storie su carta che offre grandi possibilità evocative) e per i dinosauri...
Si, il misterioso "progetto" riguarda proprio delle storie a fumetti sui dinosauri.
Il risultato però, ve lo assicuro, è una formula che non ha precedenti: quel poco che già è stato fatto o non è considerabile ne per qualità ne per intenti (e parlo delle tavole comparse nella collana Dinosauri della DeAgostini), oppure non è paragonabile in quanto fiction estrema (e parlo di alcuni comics americani).
In soldoni, ogni volume è diviso in due parti: la prima parte è una storia a fumetti di 26 tavole a colori. Storia raccontata in un modo particolare, non scientifico, che vuole porre l'enfasi soprattutto sulla spettacolarità, la meraviglia di un mondo scomparso, alieno ma al tempo stesso simile al nostro.
La seconda parte, scritta dal Normanno, è strettamente scientifica, e non solo spiega di volta in volta cosa abbiamo appena visto nella storia a fumetti (con delle interconnessioni che scoprirete...), ma racconta il mesozoico dalla A alla Z, il lavoro del paleontologo e un sacco di "segreti" che non si trovano su normali libri, il tutto scritto nello stile del nostro Normanno, molto colloquiale... vi giuro su quello che ho di più caro che, quando ho letto il primo capitolo scritto da lui sul Triassico, mi sono commosso (non sto scherzando): era semplicemente la cosa più bella sui dinosauri che avessi mai letto.
Come vi ho già detto più volte, i volumi saranno 6: uno dedicato al Triassico, dove vedrete Plateosaurus, Liliensternus, pterosauri a iosa ed anche ittiosauri; due dedicati al Giurassico, nel primo dei quali leggerete di Archaeopteryx e di Solnhofen con i suoi coccodrilli, e dove vedrete una delle prime (se non la prima) ricostruzione di un Juravenator adulto, mentre nel secondo (il 3° volume) leggerete della Morrison Formation e di un branco di Allosauri; tre saranno quelli dedicati al Cretaceo. Il 4° sarà su Scipionyx (e sarà quindi il primo tentativo serio di ricostruzione dell'ecosistema italiano di allora), il 5° sull'Argentina ed i suoi colossali abitanti (Argentinosaurus e Giganotosaurus tra gli altri), mentre nel 6° ed ultimo volume leggerete del Tyrannosaurus rex in un ambiente dove non lo avete forse nemmeno mai immaginato (e non scherzo).
In questi sei volumi, per l'appunto, la parte scientifica ripercorrerà il mesozoico dall'inizio fino ai misteri dell'estinzione. Ma non solo: per esempio nel 2° volume approfondiremo l'avvento degli uccelli, mentre nel 4° il Normanno ci parlerà di una delle sue specialità, ovvero il comportamento dei dinosauri.
Se non ci saranno imprevisti, i libri usciranno a lotti di due: 1 e 2 autunno 2008, 3 e 4 primavera 2009, 5 e 6 autunno 2009.
Attualmente (ma niente è ancora sicuro al 100%) dovremmo uscire in Italia, Giappone, Francia e Corea del Sud. Abbiamo possibilità anche per quanto riguarda gli USA ed il Messico.

Chiaramente non posso dirvi più di questo.

collegamenti..

Intervista:

http://jurassicitalyblog.splinder.com/post/11101671/
INTERVISTA+al+PALEOARTISTA%3AMat

SITO di M.Bacchin:

http://kronosaurus.altervista.org/intro.html

 

postato da: Italosaurus alle ore 13:06 | link | commenti
categorie: artisti
venerdì, 22 giugno 2007

Benvenuti a "PALEOREVIVER"  ,il primo sito italiano interamente dedicato alla Paleoart! E' difficile dare una vera definizione di Paleoart,e di quello che si prova a ricostruire un animale del passato,scomparso da milioni di anni,cercando di inserirlo nel suo contesto ambientale. Cito alcune frasi del neo-paleoartista italiano Matteo Bacchin,in una intervista a Jurassic Italia(www.jurassicitalyblog.splinder.com), per darvene un'idea...

"..In alcuni momenti mi trovo a stupirmi di quello che pian piano si delinea sul foglio, sotto i miei occhi. Un po’ come se fosse il dinosauro stesso a uscire dalla mia mano, e non io a disegnarlo coscientemente. Ricordo per esempio quando disegnai Stegosaurus: rimasi incredulo per giorni della stranezza di quella bestia scomparsa! .."

La paleoart è l'unico modo che abbiamo per far risorgere quel mondo perduto,in maniera più o meno fedele,unendo scienza ad arte. Ora non ho il tempo nè di presentarmi,nè di dilungarmi sulla presentazione del sito,dei suoi obiettivi o della paleoart stessa(lo faremo)..ma posso solo mostrarvi quanto sia meraviglioso  questo questo lavoro di Charles R. Knight,il primo a rappresentare gli animali passati come animali,e non come mostri serpentiformi! Animali realistici nel loro reale contesto ambientale. Certo, questa vecchia illustrazione(risale al 1897!) presenta molti difetti..ma ha certamente rappresentato una rivoluzione per la paleoart!

Ed ecco invece una ricostruzione moderna,di Michael Skrepnick. I lavori dei grandi paleoartisti moderni,sono quasi infallibili..Queste magnifiche ricostruzioni sono quanto più si avvicina al reale aspetto dell'animale,grazie ai progressi negli studi paleontologici e anatomici(oltre che per le doti dell'artista^_^). 

http://www.youtube.com/watch?v=VFiSjusJs1A

postato da: Italosaurus alle ore 11:39 | link | commenti
categorie: sito